domenica 21 febbraio 2010

ADESSO

Non c'è paura più grande che quella di perdere un padre. Il mio.

Perchè non ho idea di cosa possa voler dire perdere un padre e, se così fosse stato, mia madre sarebbe stata troppo agitata, scombussolata e addolorata per spiegarmi cosa vuol dire e cosa si fa quando si perde un padre.

Pur sapendolo, lei che c'è passata quando era poco più giovane di me.
O, forse, la sua situazione era diversa: lei aveva un marito, una figlia piccola a cui pensare, l'ormai famoso posto fisso e... Insomma, tutto quello che io non ho.
Adesso.

Adesso che tutto è rientrato e la paura è passata. Adesso che so che mio padre non è malato, ma sano con un pesce che si porta dietro il retaggio della malattia precedente e di infezioni ai polmoni della giovane età mal curate, adesso che so che stasera è in salotto a guardare la tv dopo una giornata di lavoro e che domani mattina mi passerà la pagina sportiva del Secolo XIX durante la colazione.

Adesso è tutto più chiaro.





venerdì 12 febbraio 2010

NIENTE FIORI

E' un po' indietro.

Avrei mille parole e altrettanti pensieri di cui scrivere, parlare e raccontare ma alla fine non riesco a comporre le parole per formare frasi dotate di senso compiuto o, comunque, a combinarle in modo da rappresentare davvero il senso dei pensieri.
Alla fine i post sono didascalici e di non facile comprensione.

Minimalisti.

martedì 2 febbraio 2010

UNA NUOVA AVVENTURA...

E due fantasmi dietro le spalle a mettermi ansia.

E ho appena iniziato da una parte mentre, dall'altra, non è ancora
iniziato nulla.

Keep breathing.

mercoledì 27 gennaio 2010

DIAZEPAM E BE - TOTAL

Non crollo.

Neanche a pagamento.
Non mi avrà, questa società balorda non avrà la meglio su di me.

E neanche le stronze e gli stronzi che la vivono ogni giorno con il loro
respiro ben proteso verso il loro interesse personale e i loro
comportamenti degni dell'asilo nido a quaranta e più anni suonati.

Pensavo di aver toccato il fondo dopo l'ennesimo licenziamento come
regalo di Natale e conseguente mia sostituzione con una cara, vecchia
conoscente del mio datore di lavoro. Pensavo di aver toccato il fondo
dopo l'ennesimo poco più che trentenne dedito alle storie senza impegno
e alle scopate fatte tanto per impiegare il tempo. Pensavo di aver
toccato il fondo davanti alle paranoie altrui, più adatte ad un ricovero
in un centro di igiene mentale che ad un normale lavoro d'ufficio.

E invece no.
Invece sono qui. Sana e salva, viva e vegeta, dritta e in piedi. Piedi
ben piantati per terra, ho seguito me stessa.

E a leggere VerdenonpiùquasiVerde una cosa l'ho capita: le persone
entrano nella tua vita per un motivo.
Spesso non per il motivo che tu vorresti e non per darti ciò che
vorresti ti dessero, ma per darti tante altre cose che mai ti saresti
aspettata.
Così, l'ennesimo poco più che trentenne di cui sopra diventa il tuo
Grillo Parlante.
Pronto ad appoggiarsi sulla tua spalla per metterti a confronto con
quello che ha di simile a te e quindi con te stessa.
Pronto a darti speranza nel futuro e a farti capire che c'è una cosa
molto più preziosa a questo mondo.

Quasi non ne posso più fare a meno.

mercoledì 6 gennaio 2010

BUONI PROPOSITI

Ci sono volte in cui dare la precedenza al cervello può fare male al cuore.

In questo caso fa male ma - ahimè - non posso fare altrimenti. Non può prevalere il corpo quando c'è il rischio che il cuore vada ad impelagarsi in una strada senza uscite di sicurezza. Non può prevalere il cuore quando si ha già la consapevolezza che ci si dovrà fermare.

Si sceglie, semplicemente, di non farsi ulteriormente male.


lunedì 28 dicembre 2009

MENO TRE

Abbandonato il lungo post sugli accadimenti dell'ultimo mese e mezzo (come passa il tempo!!!), ho preparato il sacchetto di benvenuto al nuovo anno in arrivo.
Un bal sacchetto molto più pieno di quello buttato nel bidone della spazzatura davanti a casa di Millebolle quasi un anno fa. Ci sono dentro tutte quelle cose appartenenti a persone e momenti passate e passati e pensieri di cui non voglio più conservare nulla.
Nè sapere nulla.
E l'anno prossimo non sarò sola a fare questa "scatola del tempo" di cui disfarmi, ma sarò in compagnia.
Un veloce lancio verso un bidone o un falò su una spiaggia del sacchetto e sarà tutto, al contempo, finito e iniziato.
Un rito per esorcizzare le sofferenze, le cattiverie e le iatture altrui e dire addio ad un passato in cui poco o nulla è cambiato ma tanto è stato capito.
Un rito per dire ciao, benvenuto, ad un nuovo tempo in cui le cose dovranno per forza cambiare e migliorare.
Insieme alle persone che contano davvero, con loro accanto.
Perchè così deve essere.

E mentre Joe Purdy suona " San Josè", noi ci rileggiamo l'anno prossimo venturo.




venerdì 11 dicembre 2009

UN MOMENTO SILENZIOSO...

Non scriverò più sul blog con regolarità, un lungo post è in arrivo ma scrivere tutto quanto è successo negli ultimi 20 giorni richiede tempo...
Però ho ripreso a disegnare...

Enjoy!!!







 

mercoledì 11 novembre 2009

IL DIVANO E NIENTE PIU'

Che poi, alla fin fine...

Facendo spazio all'ormone scanzonato, si può pensare che non  importi nulla e dopo tanto tempo trascorso  a tenere stretto ciò in cui crediamo e che vogliamo...
Possiamo metterlo da parte per un paio d'ore.
Ma riflettendoci, non ci si riesce...
E il divano rimane quella morbidezza che associamo a sentimenti importanti  - dopo - e  - prima - alla naturalezza con cui devono andare queste cose perchè non si può sapere cosa potremo mai volere da una persona senza viverla almeno quel poco che basta a capire.
Tu lo sai? Io no...
Si può solo sapere cosa si vuole e cosa no in generale, da questa vita un po' bastarda, ma ogni situazione è a se stante dalle altre ed è unica.
Di fronte ad essa non ci  si dovrebbe fasciare la testa con teorie e visioni di vita antecedenti. E non si dovrebbe ostentarle come se si volesse sputarle addosso agli altri.
Se mai, le teorie creiamole successivamente all'avverarsi del fatto.
E solo se qualcuno ce le chiede.
Touchè!!! L'ho fatto anche io in un momento di debolezza.

Ma non prima... Perchè poi come si fa a essere naturali...
Poi come si fa ad essere se stessi?

Senza pretese, non sarebbe un problema una serata a suon di birra passata  a  ridere come una matta e , forse, sentirmi a casa o forse no... Una serata per capire se si ha di fronte un altro - l'ennesimo - deja vu frastornante il cui divano diventa il punto di inizio e di fine.
Nello stesso istante.
Ma come fare a saperlo se si parla di visioni, teorie, di quanto è interessante e di ciò che si farebbe "se io... se tu... se ieri..." e non  viene dato modo di vedere, sentire e realizzare se volere qualcosa e cosa oppure non volere nulla?
Come fare a saperlo se non c'è naturalezza ma una teoria che non mi appartiene se non in rari e brevi momenti che - no - non possono essere eterni e non voglio lo siano?

Se... Se avessi le ruote sarei una carriola.
Se avessi tutte le certezze di questo mondo sarei diversa da come sono.
Se bastassero i "se" a pararci il culo...

Darling, l'unica cosa che voglio è essere me stessa in tutta la mia pienezza. Adesso e qui.
Buona o cattiva o entrambe le opzioni.
Come forse non sono in grado di essere con persone di cui non conosco l'odore e come posso essere senza antecedenti preconcetti.

Permettimi di essere me e solo me, nel mentre mi sento raccontare le visioni e parlare dell'eterno fanciullo.


martedì 6 ottobre 2009

COSI' COME VIENE

Qui stanno accadendo un po' di cose.

Ovviamente, non sto seguendo il famigerato proposito di aggiornare il blog con una certa periodicità ma le parole non mi escono bene come vorrei.
Infatti, anche adesso, sono tutte nel mio cervello ma non escono con la delicatezza che dovrebbero avere quindi scriverò di getto e senza un ordine preciso.
Per chiarimenti, cazziatoni e quanto altro - ci sono i commenti perchè alcuni miei pensieri colpiscono prima di tutto me stessa, quindi chissà quanto e come possono colpire terze parti...
Senza ordine alcuno...

Sono entusiasta del lavoro e della mia collega che non mi fa più sentire sola nella mia predisposizione verso le cartellette di plastica trasparente, le email perfettamente archiviate in varie cartelle e sottocartelle, l'ordine assoluto della scrivania e il caffè.
E, soprattutto, non mi fa sentire stupida nell'affrontare un lavoro che devo imparare dall'inizio.
Lavoro serenamente e rido molto, lavoro e mi diverto in rilassatezza. Preparo la valigia per il Meeting a quattro stelle e sono contenta di partire due giorni.

Per quanto qualcuno non riesca a capire il concetto - e non posso dargli torto - la mia testa ha ricordi sfuocati della mia ultima relazione sentimentale, le emozioni sono rarefatte e non sono riuscita a identificarle tanto che ho smesso di provarci. L'unica certezza al riguardo è che è stata davvero la scelta migliore quel lasciarmi da un giorno all'altro, ma lo è stata per me.
Non mi importa nulla di chi non riesce ad accettarmi per quello che sono e, riassumendomi in una ragazza onesta, sincera, lavoratrice, obiettiva, con le palle e capace di fare il proprio interesse e tesa a difendere a spada tratta le persone a cui tengo, non vedo proprio perchè non dovrei essere accettata per tutto questo.

E già, ora a qualcuno verrà un colpo...
Ricordo tutto, ma proprio tutto, dell'Avvocato Sampdoriano.
Parole, sesso, emozioni, messaggi, cazzate e momenti etc... Non mi è sfuggito nulla e a distanza di un anno dall'ultimo contatto è come se questo fosse avvenuto ieri.
Poco di tutto, ma tutto ben impresso nella mia memoria, tanto che sto pensando spesso a lui per il puro gusto di pensare che esiste una persona di sesso maschile che capiva quello che dicevo. Background? Studi? Professione? Carattere? Tutto molto simile a me?
E chi lo sa!!!
Poco importa che si sia tenuto la sua fidanzata, poco importa che io glielo abbia  permesso decidendo di non fare l'amante. Bye bye!!!

Mi basta pensare che c'è un'altro essere maschio così e che presto - ma non so quando - me lo troverò davanti e in quel momento potrò ricominciare a non dover fare i disegnini per farmi capire da un amore.

Sono colta da un improvviso pensiero totalmente positivo riguardante tutti gli aspetti della vita, convinta che le cose buone arrivano quando si è liberi dai preconcetti e si è capito cosa si merita.
L'atteggiamento positivo attrae cose positive. Mai pensare che la vita porti davanti alla nostra porta ciò che vogliamo se non siamo noi i primi ad agire, predisponendoci mentalmente nello stato adatto a vivere e mantenere i nostri desideri.

Se voglio fare la guerra, parto per la guerra. Se voglio dei parassiti, prendo i pidocchi. Se voglio fare disegnini, prendo il Pictionary.
Altrimenti via tutto ciò che non mi piace, testa alta e sorriso smagliante.





martedì 29 settembre 2009

SCENE QUOTIDIANE A COMPARTIMENTO STAGNO

Prendo una scheda di memoria per scaricare sul computer delle fotografie fatte da mio padre col cellulare.
Scene di ordinario lavoro.
Dico, prendo la scheda pensando sia vuota. La inserisco nel cellulare e copio le fotografie. Una volta copiate sul pc, creo una cartella e vi inserisco le immagini, la apro per controllare e vedo la foto di un ragazzo che fa una boccaccia.
Immediata la reazione mentale: ma chi è questo operaio? E, soprattutto, mio padre è diventato scemo a far le foto all'operaio che fa le boccacce?
Immediata reazione fisica: mi giro verso mio padre e urlo "Pa', ma che foto fai???E chi è???".
Immediata la risposta: "Guarda che avevi il suo anello al dito...".
Così guardo meglio la foto e impiego cinque minuti a capire che il soggetto della foto era il mio ex. Non l'ho riconosciuto. Neanche il suggerimento sull'anello ha funzionato.
Cinque minuti buoni.
Ho fatto ridere Millebolle.
Il sistema del cervello a compartimenti stagni funziona sempre meglio.